martedì 27 febbraio 2007

TOPE DA CONCERTO




Sta per giungere la primavera e come ogni anno arriva accompagnata dalla nuova stagione di concerti, ma le esibizioni non sarebbero così magiche senza la folla, i suoni perfettamente cristallini, le luci e le Tope da concerto.
I primi cartelloni già ci mandano in visibilio per i gruppi, ma la pura verità è che finalmente si ritrova l' atmosfera che manca durante tutti i mesi con poca luce, si combatte contro il caldo, i colori sono meno polarizzati e le ragazze tutte chiudono in soffitta quegli smorti surrogati di piuma d'oca che le difendono dal gelo siberiano che le coglie alla prima pioggia.
Già i primi cartonati dei gruppi con impressa la data dell' evento ci ricordano emozioni magiche che riviviamo sfogliando casualmente brandelli di pixel impresi nel silicio delle ultime digitali, e ci ricordano di come quell' attimo di vita rubata a qualcuno che non si conosce e non si conoscerà mai ci ha fatto sussultare come solo il nostro primo preadolescenziale furto ad un panettiere di provincia ci aveva scosso dal torpore, ci ricordano di partenze con il sole ancora caldo e non già sognante per una città non troppo lontana, ma mai la tua, d' aver chiesto al primo fattone, che nei giorni ordinari tieni almeno a sette metri di distanza, d' accendere perchè non sai raggiungere il tabacchino più vicino, d' esser entrati nel primo bar incrociato per dissetare la gola con una birra ghiacciata, d' aver perso solo per quattro minuti il sound chek, di non dover pensare a dove cenare e al solito dopocena, d' aver trovato l' accendino in tasca fugando così il terrore di allontanarti alla ricerca del tabacchino di prima, della prima topa che ti si avvicina offrendo forse aneddoti e chiedendo di condividere il tuo "tocco", perchè chiaramente ne sei equipaggiato anche se sei figo abbastanza da non dimostrarlo, e di come non hai osato confessare che per timore della municipalità hai sbriciolato il tutto dentro il portatabacco d' argento in modo da operare inosservato a giochii iniziati e vederla socializzare con quellli di due file dietro che sfoderavano al cielo cannoni da sbarco in normandia, di quando sei riuscito a rubare il profilo della mora di due file dietro senza dare troppo nell' occhio, ma troppo difficile perchè nessuno se ne accorga, delle tipe che si sono messe proprio accanto a te quando la prima chitarra comincia a vibrare, di quando stavi rollando in prima fila accompagnato proprio dagli Air, di quando gli ampli hanno cessato di emettere le ultime vibrazioni e la folla defluisce nella piazza cercando ristoro all' afa serale senza aver la minima intenzione di rincasare.
Ma quelle sere non sarebbero quelle sere senza le Tope da concerto.

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